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Il contratto "monofirma" e le Sezioni Unite della Cassazione. Un dialogo a più voci.
2018
Contributo al dibattito sulle recenti evoluzioni della giurisprudenza di legittimità in materia di nullità formali di protezione nei contratti bancari e per la prestazione dei servizi di investimento.
Le Sezioni Unite si pronunciano sul requisito di forma di cui all'art. 23 t.u.f.: non è necessaria la sottoscrizione dell'intermediario finanziario
2018
Com’è noto, con ordinanza n. 10447 del 27 aprile 2017, commentata anche in questa rivista [1], la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione aveva rimesso alle Sezioni Unite la seguente questione di massima: “se, a norma dell’art. 23 d.lgs. n. 58 del 1998, il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, accanto a quella dell’investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell’intermediario”. La questione, che si pone anche per l’analoga disposizione di cui all’art. 117 d.lgs. n.385 del 1993, è stata risolta stabilendo che “è sufficiente la sola sottoscrizione dell’investitore, non necessitando la sottoscrizione anche dell’intermediario, il cui consenso si può …
La forma del contratto nelle discipline di settore
2019
Il formalismo settoriale presenta connotati di specialità irriducibili a quelli del formalismo codicistico. Per la p.a. e gli intermediari l’esigenza di rispettare le prescrizioni formali è fonte non solo di costi di transazione ma anche di incertezza sulla validità del contratto, paradossalmente rovesciando la funzione di certezza insita nelle prescrizioni formali. La giurisprudenza adotta, dunque, una prospettiva assiologica, che pone l’accento sulla funzione della forma dei contratti nelle discipline di settore.
Jus poenitendi ex art. 30 comma 6 T.U.F. e altri rimedi esperibili nella prestazione di servizi di investimento resa fuori sede
2014
Il contratto "adeguato". La protezione del cliente nei servizi di credito, di investimento e di assicurazione
2012
La tendenza degli intermediari finanziari a massimizzare le utilità ritraibili dalla prestazione dei servizi erogati senza porre attenzione alle esigenze della clientela è un dato costante degli ultimi anni. Il cliente ha progressivamente perso centralità e la qualità dei servizi offerti si è deteriorata. Il volume mette in luce la tensione verso la cooperazione con il cliente che emerge dalle normative primarie e secondarie, in gran parte di derivazione europea. Soffermandosi sulla protezione del cliente nei servizi finanziari, esso si concentra sulle regole di condotta dei prestatori dei servizi di credito, di investimento e di assicurazione nella fase che prepara la conclusione del contr…